Aden (askanews) - Un solo cinema nel cuore di Aden, in Yemen, è sopravvissuto alle fatwa contro la settima arte e alla spietata concorrenza della televisione. La sala all'aperto "Uragano", sovrastata dal vulcano spento sul quale è costruita la città, con la sua proiezione quotidiana dopo il tramonto ricorda quando il paese era appassionato di cinema. Oggi è frequentato da pochi cinefili della terza età, di giovani e donne nemmeno l'ombra."La televisione ha inferto un colpo fatale al cinema. Io però continuo ad amarlo, mi permette di mescolarmi con altre persone e di ammazzare il tempo", spiega un pensionato habitué dell'Uragano."La mancanza di spettatori si spiega con le fatwa lanciate contro la settima arte dopo la guerra del 1994. Numerose famiglie, terrorizzate, hanno smesso di frequentare le sale di questa città che un tempo era un importante centro per il cinema e il teatro", racconta Aref Nagi Ali, che dirige una fondazione attiva in campo culturale.Un campo in cui si distingueva Aden, che con il suo porto mercantile è sempre stata più aperta dell'austera Sana'a, grazie anche alla tradizione liberale portata nel golfo dai britannici. La fusione con il nord e l'avvento del fondamentalismo islamico hanno soffocato la cultura. Oggi al cinema Uragano, ultimo luogo testimone di un passato cosmopolita, si proiettano vecchi film egiziani e indiani. E i pochi frequentatori della sala si domandano quanto ancora questa liete eccezione resisterà.(immagini afp)