Roma, (askanews) - Se la deforestazione non si ferma, entro il 2030 perderemo fino a 170 milioni di ettari di foreste. E' come se un bosco che si estende in tutta la Germania, la Francia, la Spagna e il Portogallo venisse spazzato via in 20 anni. A lanciare l'allarme è il Wwf, che nel suo ultimo report sulle foreste, rilasciato in occasione del meeting internazionale "Tropical Landscapes Summit: A Global Investment Opportunity" a Giacarta, in Indonesia, sostiene che, se non si interviene rapidamente per fermare il trend, ci saranno cambiamenti climatici pericolosi e perdite economiche.Sono 11 per il Wwf i luoghi in cui si concentrerà nei prossimi anni l'80 per cento della perdita di foreste. Tra i polmoni verdi a rischio ci sono Amazzonia, Foresta atlantica brasiliana, Gran Chaco, Borneo, Africa Orientale, Australia orientale, Nuova Guinea e Sumatra e il Bacino del Congo, dove si concentrerà la campagna di raccolta fondi del Wwf Italia in maggio. In questi paradisi vive la più ricca concentrazione di fauna selvatica al mondo, specie in via d'estinzione come oranghi e tigri, e sono aree fondamentali per molte comunità indigene.Agricoltura in espansione, allevamento commerciale, taglio insostenibile e raccolta della legna, e progetti di infrastrutture, sono tra le principali cause della deforestazione. Ma per il Wwf, per far fronte alla costante crescita della popolazione da nutrire, serve un'ecoagricoltura che sia integrata nei processi della natura e elimini gli sprechi, non incrementare le aree agricole distruggendo le foreste.