elezioni 2018

Voto all’estero: caos a Castelnuovo di Porto

di Nicoletta Cottone e Alessia Tripodi


Caos a Castelnuovo di Porto dove si trova il Centro Polifunzionale della Protezione Civile che esamina i voti degli italiani all'estero. Durante le operazioni preliminari sono state denunciate irregolarità.
Traffico bloccato e lunghe code sulla Tiberina e all'uscita del Raccordo anulare vicino Roma in direzione Castelnuovo di Porto.
Una carica da 9mila persone tra presidenti di seggio, segretari e scrutatori che ha bloccato il traffico in tutta la zona.
Molti hanno impiegato anche 5 ore per raggiungere la località che si trova a una trentina di chilometri dalla Capitale.
Spoglio dalle ore 23, ma alle 20,30 risultavano ancora chiusi circa il 30% dei seggi.
Molti presidenti e scrutatori non si sono presentati all'appuntamento e questo ha causato moltissimi disagi. Precettati vigili e autisti Cotral per i seggi non costituiti.
L'insediamento doveva avvenire alle 11 di mattina ma le operazioni sono andate molto a rilento.
La Farnesina ha reso noto che sono arrivate tutti le 300 bolgette con i sigilli in ceralacca che contengono le schede degli elettori. Sacchi che hanno raggiunto la capitale da 177 paesi in tutto il mondo.
Dentro ci sono le schede degli oltre 4,3 milioni di elettori all'estero ai quali si sono aggiunti 30.848 italiani temporaneamente lontani dal Paese.
Il primo volo ad atterrare è stato quello proveniente da Baghdad, il paese più lontano nel quale hanno votato gli italiani all'estero è stato l'arcipelago di Tonga.
Riproduzione riservata ©
loading...