Roma, (askanews) - Il volontariato in carcere, un compito delicato, svolto ogni giorno da decine e decine di volontari che dedicano il loro tempo per aiutare i carcerati in un percorso di riabilitazione e reinserimento. Si è discusso di questo al 48esimo convegno nazionale promosso dal Seac (Coordinamento enti e associazioni volontariato penitenziario) e intitolato "Gli Stati Generali e le Riforme: il ruolo del Volontariato".La presidente del Seac, Luisa Prodi: "Il volontariato nelle carceri è molto importante sul piano operativo, nel senso che ci sono molte azioni all'interno del carcere, soprattutto in favore delle persone più povere, come la distribuzione di vestiario, o alcune attività di tipo formativo e professionale e anche l'attività del colloquio con le persone che sono più sole".Un percorso formativo importante per coniugare volontariato e reclusione: "Ci sono molte persone che danno tempo e si fanno carico di situazioni difficili, sono persone che accettano anche di formarsi perchè non è ammissibile un volontariato in cui non ci sia una fase di preparazione".La presidente del Seac Prodi auspica che durante l'Anno Santo sulla misericordia indetto da Papa Francesco, ci sia un cambiamento di mentalità". "Sicuramente ci deve essere un movimento sociale di richiesta che queste persone vengano reinserite. Il vero cambiamento si deve produrre fuori, nella società e anche nella Chiesa. Fino a che ci sarà una concezione antica del bene e del male che devono stare separati, continueremo ad avere questa società in cui il carcere è qualcosa di separato. Quando capiremo che siamo un'unica comunità credo che l'anno sarà davvero santo".