Milano, (askanews) - "Ero stato informato di qualche problema di emissioni sulle vetture ma nessuno mi ha detto, né avevo ragione di sospettare, che le auto Volkswagen contenessero un dispositivo di manipolazione".Michael Horn, amministratore delegato di Volkswagen Group of America, ripondendo alle domande della sottocommissione di inchiesta della Commissione energia e commercio della Camera americana, ha ammesso di sapere, dalla primavera 2014, che ci potevano essere delle "non conformità" rispetto agli standard sulle emissioni fissati negli Stati Uniti, ma non che sulle vetture della casa tedesca era stato montato un software per falsificare i risultati dei test.Horn durante la sua dichiarazione iniziale aveva spiegato che era stato informato di un problema a cui, però, si poteva porre rimedio".Il manager ha sottolineato di non essere venuto a conoscenza del software incriminato "fino a un paio di giorni prima della riunione del 3 settembre", durante la quale gli erano state spiegate le accuse della Environmental Protection Agency.Intanto, la polizia tedesca ha condotto una serie di perquisizioni nel quartier generale della Volkswagen ed in altri uffici della società nell'ambito dell'inchiesta sulle centraline truccate.Perquisizioni, fatte - secondo i magistrati - per mettere al sicuro documenti e dati che, in considerazione di possibili reati, possano fornire informazioni sull'identità e sulla esatta condotta di dipendenti della società nella manipolazione delle emissioni dei veicoli diesel.