Roszke (askanews) - "Qui è come Guantanamo" dice uno delle centinaia di migranti nel campo allestito dall'Ungheria a Roszke, vicino al confine con la Serbia. Chiusi dietro una doppia recinzione metallica, i migranti raccontano le difficili condizioni di vita."Tre giorni, senza cibo adatto ai bambini. Tre giorni" dice una profuga irachena prima di scoppiare in lacrime mentre racconta che sua madre è malata. Nel campo ci sono una cinquantina di tende attualmente, ma all'esterno continuano ad arrivare autobus pieni di altre persone. Tutti vengono registrati, muniti di un bracciale con la data di arrivo nel campo e il loro nome. Poi vengono divisi nei vari blocchi, ci sono pachistani, afgani, siriani, e iracheni. "Questo posto è per gli animali, non per gli umani - dice uno di loro - i cani sono liberi per strada e io chiuso qui dentro"