Arzachena (askanews) - Profuma del mare della Costa Smeralda e si lascia accarezzare dal vento di maestrale che soffia dalla Corsica. Qui la vite si alimenta dalle sabbie granitiche delle colline di Capichera e degli odori della macchia mediterranea. I vigneti di Surrau in Gallura, nel nord della Sardegna, godono questi privilegi unici. E qui sorge l'azienda vinicola Vigne Surrau che raccoglie un'uva così fortunata. Nata nel 2000 grazie alla passione della famiglia Demuro, oggi produce 300mila bottiglie. "La nostra filosofia è far convivere il rispetto della tradizione con l'innovazione", ha spiegato Fabio Magon, direttore generale di Vigne Surrau. "I nostri vini vogliono essere assolutamente espressione del territorio ma con un occhio al futuro e allo sviluppo e alla valorizzazione dei vitigni autoctoni.

Sono vini molto freschi, sapidi, con una spiccata mineralità

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Le bottiglie di Branu e di Sciala sono principalmente destinate al mercato sardo, ma ormai si sono anche affacciate al resto d'Italia e all'estero, Germania e Stati Uniti, ma anche Giappone e Singapore. Sui 50 ettari di vigneto crescono uve di Vermentino, Cannonau, Carignano, Muristellu e Cabernet Sauvignon. Al centro di tutto c'è la cantina: uno spazio architettonico trasparente e aperto verso l'esterno e l'interno attraverso la struttura a vetrate

00.14.45 è tutto vetrata

14.59 vino

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Verso l'eterno perchè vuole essere una finestra sul vigneto e sul territorio gallurese e verso l'interno perchè vuole dare modo ai visitatori di vedere tutte le fasi di produzione del vino. È una cantina a tutti gli effetti aperta.

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Aperta tutto l'anno tranne che nel giorno di natale la cantina propone ai visitatori di passaggio in Sardegna una singolare wine & food experience. E' stata anche concepita come spazio polifunzionale per ospitare eventi, dalle mostre alle degustazioni a tema fino ai convegni. Ma al centro di tutto resta la bottiglia, di bianco e di rosso che sia.