Roma, (askanews) - Potrebbero essere fino a 200mila le coppie che adesso, che è entrata in vigore la legge sul divorzio breve (approvata alla Camera il 22 aprile scorso), potranno presentare la domanda di divorzio. Secondo le stime dell'Associazione matrimonialisti italiani ogni anno vengono definite più di 60mila domande di separazione consensuali e più di 30mila giudiziali. Finora questi ex coniugi avrebbero dovuto aspettare tre anni prima di presentare la domanda. Ora i tempi si sono ridotti.Tra i punti salienti del provvedimento, infatti, c'è che nelle separazioni giudiziali si applica la riduzione da tre anni a dodici mesi della durata minima del periodo di separazione ininterrotta dei coniugi che legittima la domanda di divorzio.In quelle consensuali, la riduzione è a sei mesi e il termine più breve è riferito anche alle separazioni che, inizialmente contenziose, si trasformano in consensuali.Vengono anticipati, inoltre, i tempi della separazione dei beni, che avviene nel momento in cui il giudice autorizza i coniugi a vivere separati.Il rischio, secondo l'Associazione matrimonialisti italiani, è che la valanga di richieste che da oggi potrebbe arrivare nei tribunali li ingolfi, vanificando così, almeno per ora, lo scopo della legge che era quello di accelerare i tempi.