Tbilisi (askanews) - Sarà lui, monsignor Giuseppe Pasotto, dal 1996 amministratore apostolico del Caucaso e vescovo a Tblisi, ad accogliere Papa Francesco in Georgia, in occasione del suo primo viaggio nel Paese il 30 settembre e il primo ottobre. Nel capoluogo georgiano vivono circa 112mila battezzati, ovvero il 2% della popolazione. I cattolici sono per lo più di rito latino e armeni, con una piccola comunità assira di rito caldeo.

Che chiesa troverà Papa Bergoglio? Lo spiega monsignor Pasotto: Trova una piccola chiesa cattolica, siamo una minoranza e una minoranza vive spesso tra tante difficoltà e tra tanti problemi e anche la nostra chiesa vive questi problemi. Ma è anche bello perché la minoranza ci aiuta a scegliere le cose importanti e le cose che non possiamo mollare .

Trova anche una chiesa giovane, perché è ripartita da poco e che nelle difficoltà vuole anche crescere, non credo di numero ma vuole essere attiva .

La maggioranza, in Georgia, è ortodossa. Una chiesa indipendente. Sul dialogo tra cattolici e ortodossi, mons. Pasotto dice: Non è facile perché la chiesa ortodossa vive momenti di chiusura e momenti difficili all'interno della chiesa. Dobbiamo aver pazienza e cercare strade: la cultura, la carità e nell'etica.

La varietà costituisce sempre una bellezza e una difficoltà. Spero che il Papa ci aiuti a cogliere la bellezza della diversità, che arricchisce la chiesa .

E il messaggio che rivolgerà al Papa? A Papa Francesco vorrei dire che ci aiuti a volare in alto, a non fermarci sulle piccole cose, a cui diamo troppo valore e possiamo anche perderle. Continuare a vivere il discorso della minoranza che cerca l'essenziale .