Bruxelles (askanews) - Tutto rimandato al 17 marzo. L'Unione europea e la Turchia si sono dati appuntamento tra una decina di giorni per siglare l'accordo per fermare il flusso di migranti verso il Vecchio continente. Pur senza una firma definitiva il summit a Bruxelles si è concluso con un'intesadi principio: questo prevede un meccanismo per scoraggiare le entrate illegali dei migranti in Grecia, e da lì, via la "rotta balcanica", negli altri paesi dell'Ue.L'intesa prevede innanzitutto che, a partire dall'inizio di giugno, la Turchia si riprenda tutti i migranti "economici": quelli che non hanno diritto alla protezione internazionale e che sono arrivati in Grecia dopo aver attraversato illegalmente la frontiera. Inoltre, saranno rimandati indietro, a spese dell'Ue,anche i profughi che avrebbero diritto alla protezione internazionale ma che sono approdatiillegalmente nelle isole greche dell'Egeo partendo dalle coste turche. Si vuole creare chiaramente un meccanismo deterrente. Il messaggio che si vuole dare è che ai siriani conviene di più restare ad aspettare nei campi profughi in Turchia che affidarsi ai trafficanti per la traversata verso le isole dell'Egeo."L'epoca dell'immigrazione irregolare in Europa è "finita", ha detto il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk al termine del summit. In cambio dei sui sforzi, Ankara chiede innanzitutto che l'Ue raddoppi i propri finanziamenti diretti per i rifugiati ospitati nei campi profughi turchi, portandoli da 3 a6 miliardi di euro di qui al 2018. Questo punto è menzionato nelle conclusioni del vertice, ma senza precisare la cifra aggiuntiva di 3 miliardi di euro.