Lussemburgo (Askanews) - Come rafforzare l'aiuto alle ong e ai Paesi toccati dall'Ebola che è costata la vita finora a più di 4.500 persone? Il tema è stato al centro della riunione dei ministri degli Esteri dell'Unione europea a Lussemburgo, che fa seguito alla decisione dei ministri della Salute Ue di fare pressioni perché i controlli alle partenze aumentino nei paesi dove l'epidemia si è sviluppata."Quello dell'Ebola è un problema grave - ha dichiarato Catherine Ashton, l'Alto rappresentante Ue per gli Affari esteri - Non è un problema che resterà confinato in una sola parte del pianeta".I ministri prevedono di rispondere alla minaccia in modo più efficace di quanto fatto finora. Il tedesco Frank-Walter Steinmeier ha prospettato l'ipotesi della creazione di una "piattaforma" civile in grado di portare aiuti, formare i volontari e costituire equipe di esperti medici.Finora l'Ue ha promesso di sbloccare circa 500 milioni di euro per aiutare i Paesi più colpiti. Uno sforzo insufficiente secondo la Gran Bretagna."Abbiamo bisogno di un miliardo di euro - ha sottolineato il ministro inglese Philip Hammond - E' un investimento necessario. E' il solo mezzo per arrestare l'epidemia e per curare i malati"(Immagini Afp)