Roma, (askanews) - "Il mondo ci chiede sicurezza". E' stato questo il messaggio del segretario di Stato americano John Kerry che ha aperto a Roma, alla Farnesina, il vertice ministeriale del cosiddetto Small Group, cioè dei 23 paesi maggiormente impegnati nel quadro della coalizione globale per il contrasto all'Isis.La coalizione internazionale sta facendo la differenza, ha dichiarato Kerry:"Stiamo spingendo l'Isis fuori dai territori in cui era presente - ha detto - ha già perso il 40 per cento del totale del territorio in Iraq e il 20 per cento in Siria"."Dobbiamo andare avanti", ha insistito:"Continuare con questa strategia, portarla avanti strenuamente, non dobbiamo dare a Daesh il tempo di riorganizzarsi, non devono avere un luogo in cui tornare a rifugiarsi, una casa, un posto sicuro in cui nascondersi".Kerry ha inoltre precisato che gli Stati Uniti stanno rafforzando la loro presenza di forze speciali sul territorio e che la coalizione ha condotto 10mila raid aerei in cui sono morti decine di leader dell'Isis. Servono maggiori risorse per stabilizzare l'Iraq, ha ricordato, ma soprattutto bisogna concentrarsi sulla Siria, dove è in corso una "catastrofe umanitaria".L'Italia, ha infine detto Kerry, ha un ruolo cruciale nella lotta all'Isis e il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha voluto sottolineare che sono stati fatti grandiprogressi, ma ancora non basta. L'auspicio è che dopo questo incontro ce ne siano altri, più frequenti, perché c'è bisogno di un maggior coordinamento."Sappiamo che siamo davanti a un'organizzazione molto forte e resistente, capace di organizzarsi rapidamente, quindi non dobbiamo mai sottovalutare questa minaccia".