Sarajevo (TMNews) - Vent'anni fa bruciava per la guerra, il devastante assedio che la costrinse a oltre mille giorni di isolamento, il più lungo e sanguinoso dal dopoguerra. Oggi Sarajevo riscopre la violenza, i palazzi incendiati, i feriti. Questa volta è la popolazione, esasperata per la crisi economica e un tasso di disoccupazione al 44 per cento, a prendere d'assedio la città. Iniziata a Tuzla, la protesta si è estesa a Zenica, a Mostar, a Bihac e poi nella capitale bosniaca, dove è stato incendiato un ufficio del palazzo della presidenza bosniaca e il palazzo del governo. Dopo gli scontri, per ora sembra essere tornata la calma. Ma in tutta la Bosnia si contano almeno 150 feriti.