Venezia (askanews) - Un soldato tedesco, una prigioniera ebrea-russa e un francese. Tre personaggi e tre destini che si intrecciano durante la Seconda Guerra Mondiale. Sono i protagonisti di "Paradise", il film del regista russo Andrej Konchalovski presentato in concorso alla 73esima edizione della Mostra del cinema di Venezia. Il titolo della pellicola si riferisce all'ideale "paradiso" dei tedeschi durante il nazismo. La storia è ambientata in buona parte in un lager.

"Non è un film sull'olocausto, è solo ambientato in quel periodo - ha spiegato il regista dal Lido di Venezia - E' un film sulla seduzione del male, perché il male non sempre si presenta vestito da male, puo essere molto seducente, molto leggero. Può essere apparentemente qualcos'altro poi invece è il male assoluto", ha detto Konchalovski che a una domanda su un possibile legame tra il nazismo e i fondamentalismi, ha risposto così: "Il fondamentalismo non è necessariamente musulmano. Bombardare la Libia sotto lo slogan democrazia è ugualmente fondamentalista. Lanciare le bombe pensando di installare la democrazia è esattamente quello che i tedeschi hanno fatto durante la guerra. E' quanto la Nato ha fatto all'Iraq o alla Siria o alla Serbia".

Secondo il regista russo oggi più che mai per non ripetere le tragedie e gli errori del passato è importante il concetto di memoria: "La memoria oggi è molto più importante di quanto non lo fosse in passato. La penso come Umberto Eco che ha scritto al figlio e 15 anni dopo al nipote: leggete i libri e ricordate perchè senza memoria e senza ricordo non conoscete la vita che state vivendo. Oggi le giovani generazioni di internet non hanno memoria, qualsiasi cosa la trovano cliccando su Internet, però non hanno più ricordi. Anche questo film, chi lo vedrà senza memoria, penserà che sia solo una fantasia".