Roma, (askanews) - "Non sono nè un eroe nè un martire, sono un cronista che ha fatto il suo lavoro". Lo ha detto il giornalista Gianluigi Nuzzi, uno dei cinque imputati al processo in Vaticano sulla fuga e pubblicazione di documenti riservati della Santa Sede."Non si parla di furto, di trafugazione. Si parla di documenti procurati illegittimamente - ha aggiunto Fittipaldi, l'altro giornalista imputato - non abbiamo nulla da nascondere, abbiamo fatto solo il nostro lavoro una situazione paradossale e kafkiana. L'unica cosa che ci viene contestato è un reato di notizia"."Non voglio essere assolto - ha concluso Nuzzi - io voglio essere prosciolto perchè non ho compiuto nessun reato, nè in Vaticano nè altrove. Perchè io ho fatto solo il mio lavoro".