Napoli (TMNews) - A Napoli è comparso in aula, difeso dall'avvocato Maurizio Paniz, Valter Lavitola, l'ex direttore dell'Avanti e imputato, assieme a Silvio Berlusconi, accusato di corruzione, nel processo per la presunta compravendita di senatori per far cadere il governo Prodi nel 2008.Tra i banchi c'era ancora una volta Antonio Di Pietro, tornato ad indossare la toga in veste di avvocato di parte civile per l'Italia dei valori, la formazione politica da lui fondata e alla quale apparteneva il deus ex machina del processo, l'ex senatore Sergio De Gregorio, passato nelle file del Pdl proprio in seguito allo "scouting" del Cavaliere."Non si tratta - ha spiegato Di Pietro - di un caso isolato venuto alla ribalta solo perché De Gregorio si è processualmente pentito ma si è trattato in questi anni di un sistema che ha portato a stravolgere le maggioranze in Parlamento, in più legislature, non per ragioni politiche ma per altre utilità. Allora voi capite che stiamo parlando della morte della democrazia anzi dell'omicidio della democrazia".Tra le parti civili del processo c'è anche il Senato ma non l'ex premier Romano Prodi che a Servizio Pubblico su La7 ha dichiarato: "Non sono stato mica io che sono stato offeso, è il Paese che è stato offeso, molto di più. Non è Prodi".Il Tribunale di Napoli, intanto, ha revocato la contumacia per Berlusconi, rappresentato in aula dagli avvocati Niccolò Ghedini e Michele Cerabona.