Washington (askanews) - Cyberspace nuova frontiera dell'arte della guerra. Le forze armate Usa alzano la soglia della deterrenza contro gli hacker che prendono di mira obiettivi americani.L'ammiraglio Mike Rogers, il top cyber-guerriero di Washington, guida sia la National Security Agency sia il Cyber Command del Pentagono e ha voluto mandare un messaggio, forte e chiaro, ai potenziali hacker che dovranno affrontare le conseguenze, ancora non meglio specificate, delle loro azioni."Ora come ora, credo che nei confronti di uno Stato, di un gruppo, di un individuo, gli hacker siano convinti che si tratti di un'attività a bassissimo rischio e con nessun prezzo da pagare".Ora le cose dovranno cambiare."Ritengo che la maggior parte di questi hacker sia convinta di potersi permettere di essere molto aggressiva. Ma non è nel nostro interesse a lungo termine come nazione che qualcuno possa nutrire questa convinzione. È necessario cambiare questa percezione".Rogers ha chiarito che i militari americani si muovono all'interno di una precisa cornice legale per l'impiego di qualsiasi cyber-arma offensiva e che l'ultima decisione spetta comunque al Presidente e al ministro della Difesa.Il tema è delicato e coinvolge la possibilità di impiegare sul campo cyber-mercenari del settore privato per condurre operazioni offensive. Una questione spinosa a cui Rogers propone una risposta assai diplomatica."Per quanto mi riguarda ritengo che dovremmo essere molto cauti a spingerci su questa strada. Si potrebbero innescare spiacevoli complicazioni".Mercenari o meno, gli hacker sono stati avvertiti. Negli Stati Uniti adesso è tolleranza zero.(Immagini Afp)