New York, 10 mag. (askanews) - Questa volta tra la North Carolina e l'amministrazione Obama è guerra aperta. Una guerra che parte dall'accesso ai bagni pubblici per i transgender e arriva a coinvolgere le discriminazioni e i diritti civili dei cittadini americani. L'ultima parola è arrivata dal dipartimento di Giustizia americano, che ha deciso di fare causa alla Stato per aver violato il Civil Rights Act del 1964, la misura che rese illegali le discriminazioni basate su razza, colore della pelle, religione, sesso e nazione di origine."Oggi, abbiamo fatto causa allo Stato del North Carolina, al governatore e all'universitàdella North Carolina, tra le possibilità c'è anche quella di tagliare i fondi federali", ha detto il segretario alla Giustizia, Loretta Lynch. Una scelta obbligata dopo il no del governatore PatMcCrory alla richiesta dell'amministrazione Obama di fare un passo indietro sul provvedimento che obbliga i transgender a usare i servizi del loro sesso di nascita.Tutto era iniziato pochi mesi fa, quando la North Carolina aveva annunciato il provvedimento. Prima del governo, la notizia aveva portato alle proteste delle associazioni per i diritti della comunità Lgbt. Poi si era ingrandita, spingendo decine di aziende(tra cui Google e Facebook) a boicottare lo Stato americano. Una condizione che potrebbe portare a perdite per decine dimiliardi di dollari.