Miami (askanews) - Little Havana non ci sta. La comunità dei profughi cubani di Miami ha reagito con rabbia e delusione alla decisione del presidente Barack Obama di porre fine all'embargo di cinquant'anni decretato contro Cuba, dal 1959 governata dalla dinastia comunista dei fratelli Castro.Obama ha dichiarato che lavorerà con il Congresso per rimuovere l'embargo nei confronti dell'isola adottato il 3 febbraio del 1962 dall'allora presidente John F. Kennedy. Lo ha detto lo stesso presidente annunciando la normalizzazione delle relazioni con Cuba dopo la liberazione di Alan Gross, cittadino americano liberato da L'Avana dopo cinque anni di detenzione.A farsi interprete del dissenso dei cubani costretti a emigrare negli Stati Uniti è stato il senatore repubblicano Marco Rubio che si è detto disposto a tutto nelle attività congressuali per sbarrare la strada alla decisione della Casa Bianca:"Avremo tempo per approfondire i dettagli di come riteniamo il presidente responsabile della decisione e di come verrà portata avanti nei prossimi mesi. Per il momento basta dire che sono totalmente in disaccordo con la decisione. Ritengo che da ora Obama sarà direttamente responsabile per quanto succederà e faremo di tutto per denunciare la situazione nei prossimi giorni e nelle prossime settimane".A chi gli chiedeva un commento al sondaggio della Florida International University secondo cui la maggioranza degli statunitensi di origine cubana appoggia la ripresa delle relazioni tra Washington e L'Avana Rubio ha replicato: "Non credo che questioni che riguardano principi fondamentali come diritti umani, dignità e democrazia debbano essere influenzati da un sondaggio. D'altro canto, abbiamo un sondaggio generale ogni due anni nel nostro Stato, un sondaggio che si chiama 'elezioni'. E per quanto ne so, tutti i membri del Congresso eletti in questi distretti sono d'accordo con la mia posizione".(Immagini Afp)