Washington (TMNews) - La lotta alla diffusione incontrollata delle armi, negli Stati Uniti non si svolge solo nelle aule del Congresso ma anche in posti come questo: è un ospedale di Washington dove le vittime di aggressioni con armi da fuoco, ogni settimana, condividono le proprie esperienze. Sono sopravvissuti, ma a che prezzo? Molti di loro hanno perso l'uso degli arti e difficilmente riusciranno a sbarazzarsi del trauma subito. E non è un caso che in maggior parte siano ragazzi di colore."La verità - spiega David Cole, professore di Diritto all'Università di Georgetown - è che gli episodi di violenza si concentrano per lo più nei quartieri degradati delle metropoli, tra i più poveri, e le vittime sono quasi sempre neri e ispanici, spesso giovani"."Uscivo da un locale di notte - racconta Kwame, 25 anni, paraplegico dopo un'aggressione - un mio amico mi aspettava in macchina mentre parlavo con una ragazza. Gli aggeressori mi hanno detto di darmi una mossa e sono corso in macchina ma all'improvviso ho perso conoscenza".Come Kwame almeno 30 persone ogni giorno restanmo uccise o vengono ferite in seguito ad aggressioni con armi da fuoco. La recente strage di Newtown ha riacceso il dibattito sull'uso e sul possesso facile delle armi in America."Finire nei guai è facile - aggiunge Ismail, un'altra vittima delle armi da fuoco - il difficile è uscirne. Ma non ne vale la pena Biosgna riflettere prima di agire perché una volta che vieni puntto ormai è troppo tardi".Nel 2009, secondo le statistiche, negli Stati Uniti i conflitti a fuoco sono stati la principale causa di morte tra i neri tra i 15 e i 19 anni.(Immagini Afp)