New York (askanews) - Donald Trump è inarrestabile. Il miliardario americano ha vinto in tutti e 5 gli Stati in cui si votava nel nuovo round di primarie statunitensi: Pennsylvania, Connecticut, Maryland, Delaware e Rhode Islandmettendo una seria ipoteca sulla nomination repubblicana.Sul fronte democratico, invece, Hillary Clinton ha battuto Bernie Sanders in quattro Stati (tranne il Rhode Island) e si appresta a raggiungere il numero necessario di delegati per la nomination già entro la metà di maggio.Per Trump si è trattato di un vero e proprio record, avendo vinto con maggioranze impressionanti; comprese tra il 55 e il 60%, un risultato che non vedeva da mesi.In questo modo il miliardario odiato dall'establishment del partito sottolinea ancora di più l'impossibilità per gli altri candidati di arginare la sua avanzata, che potrebbe portarlo diretto alla convention di Cleveland come vincitore. Proprio per questo Ted Cruz e John Kasich si sono alleati, per cercare difermare Trump nei prossimi appuntamenti elettorali."Sto vincendo io - ha detto Trump - è finita. Per quel che mi riguarda è finita. Questi due ragazzi non possono vincere non vi è nessuna possibilità per loro, quindi perché dovrei cambiare strategia"?Sul fronte democratico, invece, dopo la vittoria a New York Hillary Clinton sembra essere rinata: ha vinto nei quattro Stati più importanti, portando a casa anche Maryland e Pennsylvania, dove si assegnava il maggior numero di delegati. La vittoria finale su Sanders per l'ex first lady, se continua con questopasso, potrebbe avvenire all'inizio di giugno, o anche entro il 17 maggio (con il voto in Oregon e in Kentucky) se dovesse migliorare le prestazioni.Da parte sua Sanders ha detto che non intende ritirarsi dalla corsa. Anzi, ha fatto un appello ai superdelegati, chiedendo di sostenerlo perché ha avuto più voti di cittadini indipendenti e repubblicani di Clinton, cosa che lo rende un candidato più forte nelle elezioni del prossimo novembre.(Immagini Afp)