Washington. (askanews) - Acque agitate in campo democratico mentre la corsa per la nomination alle presidenziali 2016 entra nel vivo. L'argomento principale dell'ultimo dibattito televisivo prima delle primarie del 15 marzo prossimo è stato l'immigrazione. I due candidati, Hillary Clinton e Bernie Sanders, hanno fatto a gara per conquistarsi il gradimento dell'elettorato dei latinos. Un obiettivo primario, dato che al prossimo Super Tuesday si voterà anche in Florida, Stato in cui il 24% della popolazione vanta origini ispaniche.La contesa si è fatta incandescente. La Clinton e Sanders si erano preparati in anticipo, celebrando quanto avevano fatto in passato sul tema e criticando ferocemente l'atteggiamento del rivale. Curiosamente, dato che si tratta di candidati democratici, l'accordo unanime sull'argomento è stato raggiunto solo quando entrambi hanno preso le distanze dal presidente uscente Barack Obama dopo che gli è stato chiesto se da presidente eviterebbero di rimpatriare bambini o persone che vivono sul suolo statunitense senza permesso di soggiorno ma che non hanno precedenti penali.Entrambi hanno risposto affermativamente, consapevoli della frustrazione degli elettori ispanici per la politica di rimpatri forzati messa in campo dall'amministrazione Obama."Non rimpatrierò i bambini, né le loro famiglie" ha garantito la Clinton. "La mia priorità sarà il rimpatrio dei criminali violenti, di quanti progettano attacchi terroristi e chiunque intenda minacciare la nostra sicurezza", ha concluso l'ex segretario di Stato.Anche Sanders si è dissociato da Obama, pur dichiarando di apprezzare le sue politiche su diversi argomenti. "Mi trovo d'accordo con il presidente Obama su molte questioni" ha sottolineato Sanders. "Credo che abbia fatto un ottimo lavoro come presidente degli Stati Uniti. Ma sul problema dei rimpatri forzati si sbaglia. Su questo mi trovo in netto disaccordo con lui".La Casa Bianca incassa e ringrazia. Ma non deve avere gradito.(Immagini Afp)