Santiago del Cile (TMNews) - A volte le coincidenze e le ironie della storia sono sorprendenti: tutti conoscono la vicenda di Oskar Schindler, l'uomo che durante i nazismo, salvò migliaia di ebrei facendoli lavorare nelle proprie fabbriche. Ora si scopre che anche durante il regime di Pinochet in Cile un farmacista fece qualcosa di molto simile, dando lavoro a esponenti del partito comunista ricercati. E quell'uomo, oggi 75enne, si chiama proprio Schindler, Jorge Schindler."Non sono un eroe - racconta il farmacista - non ho le caratteristiche di un eroe. Tutto è cominciato quando ho visto la tragedia della dittatura: le persone erano brutalizzate, perdevano casa e lavoro, dovevano nascondersi. Abbiamo solo mostrato solidarietà, e non ero solo, è stata una azione collettiva".Ora la storia di questo Schindler degli antipodi viene raccontata in un libro, che riporta alla luce una vicenda che, necessariamente, è stata a lungo segreta. Ma che, come racconta una ex attivista del partito comunista salvata dal lavoro nelle farmacie Schindler, ha cambiato la vita di molti."Molte persone sono state salvate - ricorda Millaray Brito Siade - molte. Non ricordo i loro nomi, perché per lavorare usavamo falsi nomi. Non sapevamo chi erano i nostri compagni, molti di noi non si conoscevano l'un l'altro".I paralleli con la storia di Oskar Schindler sono molti, come si vede, ma dal Cile si ricorda anche un dettaglio non da poco: l'eroe tedesco era un uomo molto ricco, Jorge Schindler no, e ha investito tutto quello che aveva in un'impresa che presentava enormi rischi.