Milano, 14 mag. (TMNews) - In Ungheria il futuro dello sviluppo passa attraverso il passato. Questa balla di paglia può diventare la chiave energetica dell'Europa centrale.Nell'Ungheria meridionale, infatti, la città di Pecs è tornata indietro nel tempo bruciando paglia e legno per ottenere elettricità e riscaldamento.L'impianto della Dalkia Energia fornisce 85 MW di energia, sufficienti per riscaldare le case di metà dei 150mila abitanti. Il ciclo è tanto virtuoso da apparire geniale. Una griglia vibrante distribuisce in maniera omogenea la paglia che arriva nell'inceneritore. Il calore riscalda i serbatoi di acqua sovrastanti producendo vapore che aziona le turbine che generano elettricità. E il vapore, energia verde quant'altre mai, riscalda anche le case di Pecs. Senza impiegare mai combustili fossili, una prima assoluta per città di queste dimensioni."Di solito, spiega Renaud Capris direttore generale di Dalkia Energia, impianti che usano biomassa non possono fare a meno di carbone o gas. Il nostro è unico da questo punto di vista in quanto è l'impianto più grande d'Europa a produrre riscaldamento ed energia che impiega esclusivamente biomassa".Le bollette del riscaldamento sono scese del 12% nel 2011, riducendo drasticamente le emissioni di gas serra per un totale di 159 tonnellate di Co2 l'anno.Ma è anche una importante risorsa per gli agricoltori della zona che ogni anno raccolgono le 200mila tonnellate di paglia necessarie a far funzionare l'impianto. I 13 milioni di euro così guadagnati rientrano poi nel circuito dell'economia locale."Grazie ai contratti con l'impianto, sottolinea un contadino della zona, i nostri guadagni si sono decuplicati. Abbiamo dovuto fare investimenti importanti perché avevano un parco macchine inadeguato. Ma alla fine è valsa davvero la pena".(Immagini Afp)