Roszke (askanews) - L'Europa si trova a fare i conti con una emergenza umanitaria senza precedenti per l'afflusso di migranti. Da sud e da est le frontiere sono prese d'assalto e i paesi riceventi sono in grande difficiltà. I confini tra l'Ungheria e la Serbia e tra Grecia e Macedonia sono diventati frontiere calde. Centinaia di migranti hanno risalito a piedi e controsenso un'autostrada ungherese, marciando in direzione della capitale Budapest, dopo aver forzato un cordone di polizia vicino a un centro d'accoglienza per rifugiati presso la frontiera con la Serbia. Le forze dell'ordine sono state costrette a chiudere una tratta dell'autostrada.Tensione alle stelle anche sull'isola greca di Lesbo dove 15.000 rifugiati siriani sono in attesa di partire. La situazione rischia di esplodere e ci sono già stati sconti al porto.Sul fronte diplomatico il presidente della commissione Europea Jean-Claude Juncker presenta il piano per affrontare l'emergenza rifugiati incentrato sulla "relocation", ovvero sull'obbligo di ripartire fra tutti gli Stati membri una buona parte dei richiedenti asilo giunti nei tre paesi più esposti al flusso dei migranti, Italia, Grecia e Ungheria.(immagini Afp)