Buenos Aires, (TMNews) - Sagome. Come quelle che la polizia scientifica disegna intorno a un cadavere prima della sua rimozione. Sono loro le protagoniste della mostra fotografica che Buenos Aiers ospita al Parco della memoria per ricordare le vittime della dittatura militare della fine degli Anni '70. All'indomani della morte in carcere del dittatore Videla, il primo a parlare di desaparecidos, la capitale argentina ospita gli scatti del fotografo Eduardo Gil un esponende del movimento el Siluetazo - sagome, appunto - che agli inizi degli Anni '80 ruppe il silenzio intorno alle sparizioni forzate organizzate dalla giunta militare Al di là del valore estetico della mostra - dice Gil - quello che voglio fare, esponendo le mie foto in un posto come questo, è quello di mantenere viva la memoria". Credo che tutto sia collegato e l'apertura di questa mostra abbia una coincidenza che non si può spiegare - sottolinea il fotografo a proposito della morte di Videla in contemporanea con l'inaugurazione - Non posso trarre conclusioni da questo particolare, sono ancora scioccato dalla scomparsa di questo criminale. Ma questo non fa altro che rafforzare la mia soddisfazione per questa mostra oggi qui".A testimoniare le atrocità del regime anche Julio Morresi, il padre di desaparecido, 17enne al momento della scomparsa:"E' morto un terribile genocida - racconta davanti alle foto di alcuni desaparecidos - ma non posso dirmi felice della sua morte, perchè chi ha combattuto per la vita non celebra la morte di nessuno".(Immagini Afp)