Washington (askanews) - Il 14 agosto 1945 la resa del Giappone, definitivamente piegato dalle tragedie di Hiroshima e Nagasaki - città distrutte dalle bombe atomiche americane - pose ufficialmente fine alla Seconda guerra mondiale. Alla vigilia del 70esimo anniversario di quell'evento, il comandante Jerry Yellin, un pilota americano veterano ricorda la sua ultima missione aerea su Tokyo a bordo del "Dorrie R", un caccia P-51 Mustang."Pensavamo che la missione fosse abortita - dice - eravamo tutti in attesa di sentire la parola in codice 'Ohio', invece nessuno ha sentito nulla, così ci siamo liberati dei serbatoi supplementari e siamo andati a mitragliare l'aeroporto vicino a Tokyo"."Quando siamo atterrati a Iwo Jima, abbiamo scoperto che la guerra era finita da tre ore, proprio mentre stavamo bombardando il Giappone".Yellin ha spiegato che durante i bombardamenti non considerava i giapponesi persone e di averli odiati per la maggior parte della propria esistenza, fino al 1988. Il suo punto di vista sul Giappone e i giapponesi è radicalmente cambiato quando il figlio ha sposato una giovane giapponese, figlia di un pilota kamikaze, che gli ha dato tre nipotini per metà giapponesi, che ora vivono a Tokyo."Quando me ne ha parlato per la prima volta - dice il pilota - la mia mente è tornata indietro nel tempo e mi sono passati davanti agli occhi i volti dei miei commilitoni. Mi sono chiesto: cosa ne penseranno loro? Ma non è della loro o della mia vita che si discute, si tratta della vita di mio figlio, è una sua decisione, ed è stata un'ottima scelta". (Immagini Afp)