Roma, (askanews) - In Repubblica Democratica del Congo, afflitta da una guerra di indicibile violenza, troppo spesso dare la vita significa anche perderla. È il tragico destino di 730 donne e 4.350 bambini ogni 100.000 nascite, un tasso di mortalità tra i più elevati al mondo.Ma al Villaggio delle Donne di Medici Senza Frontiere (MSF) a Masisi, nella zona del Nord Kivu tra le più colpite del conflitto, fino a 4.000 madri ogni anno possono dare alla luce i loro bambini in modo sicuro, numeri pari a quelli di un grande ospedale italiano come il Fatebenefratelli di Roma.Per continuare quest azione, MSF lancia ora la campagna di raccolta fondi "Un parto sicuro salva due vite": dal 21 settembre al 4 ottobre si possono donare 2 o 5 euro via SMS o chiamata da rete fissa al numero 45509. Bastano 10 euro per garantire a una donna un parto sicuro. Un piccolo contributo che può fare la differenza tra la vita e la morte. www.msf.it/SMSsolidaleMolte donne raggiungono l'ospedale in stato di travaglio avanzato, hanno lavorato fino a un momento prima o hanno camminato da sole per chilometri. Spesso, dietro le loro gravidanze c'è violenza, un passato di cui non è facile parlare, quasi un'onta di cui vergognarsi". Ma per MSF "la gravidanza non è una malattia, nessuna donna dovrebbe morire di parto". Il Villaggio delle Donne di MSF è un reparto di maternità con 76 posti letto, ma è anche una casa d'attesa per le madri, dove le donne con gravidanze complicate o precedenti aborti spontanei, possono soggiornare mentre attendono la data del parto, accolte e assistite dall'équipe medica di MSF.