Milano, 3 giu. (TMNews) - Una protesta nata contro il progetto di costruire un centro commerciale e un hotel di lusso nell'unica area verde vicino a piazza Taksim, diventata una protesta in difesa della libertà di espressione. Marco è italiano, vive e lavora a Istanbul, e al telefono racconta a TMNews la sua esperienza. "Da una protesta assolutamente pacifica le reazioni del primo ministro hanno suscitato qualcosa di più grosso che è una protesta contro la soppressione della libertà di espressione. Per la stragrande maggioranza è gente comune, gente con famiglie, non sarebbe possibile radunare un milione di delinquenti"."Le risposte date dal primo ministro sono sembrate provocatorie: se portate centomila persone in piazza noi ne portiamo un milione". "La stampa, le tv nazionali, hanno quasi completamente ignorato la faccenda".La protesta viaggia sui social network, dove i manifestanti postano foto e video di quello che succede in piazza. Gli edicolanti invece boicottano le testate vicine al governo. "Centinaia di migliaia di persone sono state attaccate da spray urticanti e lacrimogeni sparati ad altezza d'uomo. Si è sentito nella stampa anche italiana che a un certo punto Erdogan ha dato ordine alla polizia di ritirarsi da piazza Taksim e così è stato, peccato che quello che non si è detto che la polizia ha fatto 500 metri ed è andata a fare lo stesso trattamento a un'altra folla a Besiktas". Su Internet, racconta Marco, circolano i numeri di telefono delle farmacie di turno e le indicazioni su come curarsi a seconda del colore dello spray urticante: il governo non vede di buon occhio chi protesta e poi va negli ospedali pubblici.