Zagabria (askanews) - Musica, applausi, momenti di divertimento e relax per il gruppo rock Khebez Dawle, con una particolarità. I componenti sono tutti profughi siriani che, come tanti loro conterranei, sono fuggiti dalla guerra verso l'Europa. Arrivati in Croazia, i tre musicisti hanno inanellato interviste e concerti tanto da diventare famosi e ora usano la loro notorietà per dare voce a tutti i rifugiati."La nostra musica - spiega il chitarrista, Hekmat - racconta la storia dal nostro punto di vista. C'è anche una canzone che descrive la nostra visione chiedendoci perché tutti gli esseri umani non possano viviere insieme e in pace. Questo è ciò che cerchiamo di fare; soprattutto in questo momento, con la crisi degli immigrati in Europa, il problema dei rifugiati e la situazione nel nostro Paese, proviamo a trasmettere al mondo un messaggio di com'è la Siria e di cosa sta davvero succedendo lì".Il "tour dell'esilio" come, ironizzando, i 3 hanno battezzato la loro tournée forzata all'estero, riscuote successi uno dietro l'altro, regalando la musica siriana a un pubblico differente da quello che avevano in patria."Abbiamo suonato a Kutina in un concerto per i rifugiati - continua Hekmat - eravamo insieme a tanti alti musicisti e ci siamo guadagnati una seconda esibizione, a Zagabria. Si può dire che questo è il nostro ingresso in Europa".Il loro primo album narrava la storia di un giovane che raccontava la rivoluzione siriana. Il prossimo, invece, parlerà del loro esodo e della fuga delle migliaia di profughi dagli orrori della guerra.(Immagini Afp)