Roma, (askanews) - Il 6 aprile 2014, manifestanti armati filorussi sequestrano la sede dell'amministrazione regionale a Donetsk e quella dei servizi segreti a Lougansk, nell'est dell'Ucraina. E' l'inizio di una rivolta contro Kiev che sfocia presto in una guerra tra Russia e Ucraina. A un anno dallo scoppio della crisi, i morti sono già oltre 6mila.I separatisti proclamano l'indipendenza della Repubblica Popolare di Donetsk e della Repubblica Popolare di Lugansk. Il 13 aprile Kiev dà il via a una operazione antiterroristica che mira a riprendersi il controllo delle zone occupate dai ribelli.L'11 maggio si tiene un referendum per l'indipendenza delle due repubbliche senza alcuna missione di osservazione internazionale. I ribelli proclamano un massiccio "sì" all'indipendenza. Kiev e l'Occidente denunciano il voto definendolo illegale.Il 17 luglio viene abbattuto un Boeing della Malaysia Airlines in una zona controllata dai separatisti. I morti sono 298.Successivamente gli Stati Uniti annunciano sanzioni economiche contro la Russia. Kiev e l'Occidente accusano Mosca di armare i ribelli e condannano il dispiegamento di militari in Ucraina.Il 5 settembre viene firmato un cessate-il-fuoco a Minsk tra Kiev e i separatisti, con il quale viene concessa maggiore autonomia alle regioni di Donetsk e di Lougansk. Ma i bombardamenti continuano: a gennaio viene attaccata la città di Marioupol. L'Ue annuncia nuove sanzioni contro Mosca.All'inizio di febbraio Angela Merkel e Francois Hollande si recano a Kiev e a Mosca per una trattativa di pace, sostenuta dagli Stati Uniti, dall'Unione europea e dalla Nato. Il 15 febbraio entra in vigore un cessate-il-fuoco, ma l'esercito ucraino e i ribelli si accusano reciprocamente di violazione della tregua. La crisi nell'area continua.Immagini: Afp