Milano (TMNews) - L'Ucraina ha il suo nuovo presidente. Petro Poroshenko ha giurato al Parlamento di Kiev dopo aver vinto le elezioni del 25 maggio scorso con il 54,7% delle preferenze.Nel suo discorso di investitura Poroshenko si è impegnato a mantenere l'unità del paese, promettendo agli abitanti della regione filo-russa di Donbass, controllata in gran parte dai ribelli, di avviare un decentramento dei poteri e di garantire la libertà di uso della lingua russa.Il 48enne magnate, soprannominato il "re del cioccolato", ha chiesto un minuto di silenzio in ricordo del centinaio di persone cadute nel corso dei tre giorni di scontri a Kiev che hanno portato a febbraio al crollo del regime sostenuto da Mosca.Il self-made miliardario, appoggiato da tutte le cancellerie occidentali, ha annunciate altre manovre distensive come l'amnistie per tutti i ribelli filorussi che non hanno "sangue sulle mani" come primo passo per salvare l'unità del paese e dei suoi 46 milioni di abitanti.Ma a Donetsk, nell'Ucraina orientale roccaforte del separatismo filo-russo, le reazioni oscillano dalla speranza allo scetticismo sino alla critica feroce."Il neo presidente è sulla strada giusta. Negozierà con noi e tutto verrà risolto pacificamente".Altre posizioni sono però meno concilianti. "Si sono scelti il loro presidente. Bene. Ma che se ne stiano a casa loro. Non abbiamo nessun bisogno di loro. Noi abbiamo la nostra Repubblica".Altri ancora mettono in chiaro dove si radica la loro fedeltà."È il presidente legittimo dell'Ucraina occidentale. Ma non di quella orientale. Noi non abbiamo votato, non lo abbiamo scelto. Stiamo bene nella nostra Repubblica. Può non essere ancora riconosciuta ma noi ci riconosciamo solo in lei".Il "re del cioccolato" non si troverà dinanzi una strada tutta latte e miele.(Immagini Afp)