Kiev (askanews) - Il cessate il fuoco in Ucraina resta legato a un filo. I leader separatisti e le autorità ucraine confermano il rispetto globale della tregua nell'Est del Paese, entrata in vigore a mezzanotte del 14 febbraio, nonostante i bombardamenti intorno alla città strategica di Debaltseve, dove sono trincerati diverse migliaia di soldati ucraini assediati.Secondo il governo di Kiev, almeno cinque soldati della forze armate regolari sono rimasti uccisi in scontri armati dopo il cessate il fuoco. Per questo il portavoce dell'esercito ha fatto sapere che è da escludere il ritiro delle armi pesanti dal fronte. "Come possiamo ritirare le armi, ha aggiunto, se i ribelli ci attaccano con i blindati e continuano a spararci addosso?".Ma è la citta di Debaltseve che resta l'epicentro degli scontri. Giornalisti dell'Afp presenti sul posto hanno potuto osservare che i tiri di artiglieria non erano diminuiti d'intensità. Le accuse rimbalzano da una parte e dall'altra e la situazione sembra dramamticamente in bilico, nonostante le intenzioni dichiarate."Non siamo contro l'Ucraina, spiega "Maks", miliziano filorusso, siamo contro il fascismo e il nazismo, tutto qua. Il popolo ucraino deve capire che noi amiamo l'Ucraina, siamo per l'Ucraina. Io sono ucraino".L'accordo di tregua è il primo passo di un piano di pace più ampio che mira a porre fine a un conflitto che ha già provocato quasi 6.000 morti in dieci mesi.(Immagini Afp)