Mosca (askanews) - Mosca si è svegliata ancora una volta dopo un incubo: il noto oppositore Boris Nemtsov è stato ucciso nella notte in pieno centro, alla vigilia di una maxi manifestazione di piazza annunciata contro Vladimir Putin. Grande sgomento a tutti i livelli della politica e della società."E' inimagginabile che oggi, nel XXI secolo, un capo dell'opposizione possa essere ucciso davanti al Cremlino", ha detto il politico Mikhail Kasyanov che appresa la notizia si è recato sul luogo del delitto. L'assalto è avvenuto nella tarda serata di venerdì 27 febbraio in pieno centro sul ponte che collega il Cremlino alla zona della Galleria Tretjakovskij."Nemtsov stava passeggiando con una amica di ritorno dall'Ucraina quando si è avvicinata una vettura da cui sconosciuti hanno sparato almeno sette o otto colpi ferendolo mortalmente", ha spiegato Elena Aleksievna, portavoce del ministero dell'Interno. Nemtsov era tra gli oppositori più critici nei confronti di Putin e del potere centrale. Stava lavorando alla pubblicazione di un dossier sul presunto spostamento di truppe russe in Ucraina.Il presidente russo Putin ha definito l'assalto "un brutale omicidio con tutte le caratteristiche di un assassinio su commissione, puramente provocatorio". Il ministero dell'Interno ha avviato un'inchiesta per identificare i responsabili.(immagini Afp)