Milano, (TMNews) - La protesta dei tassisti contro Uber non si ferma. Nemmeno all'indomani di una sentenza che potrebbe fare scuola anche in Italia: il servizio di noleggio d'auto private attraverso una app è stato messo al bando in tuttala Germania per decisione del tribunale di Francoforte.Ebbene, nonostante questa vittoria dei tassisti di professione, la protesta è scattata, puntuale, alla festa de l'Unità di Milano dove Benedetta Arese Lucini, general managerdi Uber Italia, era stata invitata per un dibattito sulla sharing mobility .Un gruppo di tassisti milanesi ha interrotto il confronto moderato da Massimo Russo, direttore di Wired. La protesta, hanno spiegato, è nata perché in presenza di un manager di Uber non è stato invitato nessun rappresentante dei tassisti. I quali, dopo aver raccontato le loro ragioni ai giornalisti,si sono allontanati senza incidenti.Prima dell'interruzione Arese Lucini aveva spiegato il punto di vista di Uber: "In Italia ci sono 40 milioni di auto, che vengono usate in media da 1,5 persone e restano ferme per la gran parte della giornata. Il ride sharing è l'occasione di trasformare questi beni sottoutilizzati in servizi di valore per tutta la comunità".