Roma, (askanews) - Per fare notizia la marcia degli Scalzi è arrivata fino al red carpet della Mostra del Cinema di Venezia. Sulle note de "La Vida que viendrà", circa 2.500 uomini e donne hanno sfilato al Lido, molti a piedi nudi, per manifestare la propria solidarietà ai migranti che a piedi arrivano in Europa per fuggire dalla guerra e dalla povertà nei loro paesi. "La politica liberista è entusiasta della globalizzazione e poi scoprono che bisogna fermare i flussi dei migranti, c'è qualcosa che non torna", ha dichiarato la leader della Cgil Susanna Camusso.La manifestazione è stata lanciata da un gruppo di scrittori, artisti e politici. Tutti scalzi per chiedere più corridoi umanitari, semplificazione del diritto d'asilo politico e dello status di rifugiati e soprattutto più solidarietà per i profughi.Tra i partecipanti al Lido il regista veneto Andrea Segre, il leader di Sel Nichi Vendola, Livia Turco e l'ex ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato: "Si sentiva il bisogno di questa manifestazione, ringrazio in particolare Andrea Segre che ha avuto l'idea. C'era voglia di dire qualcosa. Il Veneto non è quella porcheria che viene descritta, c'è tanta gente solidale", ha spiegato Zanonato, riferendosi alle accuse di razzismo spesso sollevate contro la regione.I manifestanti scalzi hanno poi intriso i propri piedi nel colore per camminare lasciando delle impronte colorare sull'asfalto del Lido. Venezia chiama Roma e Roma risponde. La marcia si è svolta anche nella Capitale: gli scalzi sono partiti da via Cupa, dove si trova il Centro Baobab, divenuto luogo simbolo di accoglienza, e hanno raggiunto la vicina Stazione Tiburtina.Una marcia che ha coinvolto 60 città in tutta Italia, nel giorno in cui l'Organizzazione mondiale per le migrazioni (Oim) ha diffuso i nuovi dati sul 2015: quest'anno il numero dei migranti e profughi che ha attraversato il Mediterraneo ha sfiorato il mezzo milione di persone (432.761 per la precisione), mentre 2.748 sono annegate.