Roma, (askanews) - Ha preso solo il 13% dei voti, ma è lui la stella delle elezioni politiche in Turchia, l'uomo a cui guarda anche tutto l'Occidente: Selahattin Demirtas, copresidente del'HDP, Partito democratico dei Popoli, la formazione filocurda che ha conquistato 82 seggi in parlamento.Il suo risultato è una sconfitta elettorale per il presidente turco Recep Tayyip Erdogan: il partito islamico moderato ha perso la maggioranza assoluta, deve governare in coalizione e non ha comunque i voti che avrebbe voluto per cambiare la Costituzione e fare della Turchia una repubblica presidenziale.Oggi la Costituzione non è rispettata", diceva Demirtas in questa intervista in aprile, "e se il presidente della Repubblica oggi non rispetta la Costituzione, cosa succederà domani quando avrà creato un regime presidenziale guidato da un uomo solo?" Demirtas si è presentato come difensore delle minoranze etniche, ma anche di quelle religiose e sessuali, e dei temi ambientali.Quindi il risultato delle elezioni porta a maggiore incertezza politica ma è una svolta positiva per la società turca secondo molti analisti, come Mustafa Akyol, direttore del quotidiano Hurriyet:"Non tutti quelli che hanno votato per il partito curdo sono suoi elettori tradizionali. Ma l'HDP è riuscito a presentarsi con la chiave per bloccare i piani di Erdogan; si sono allontanati dalla loro tradizionale piattaforma etnica verso un programma democratico più ampio; bisogna congratularsi con Demirtas"."E questo dimostra anche che la gente non è cieca e che la spaccatura della società turca degli ultimi anni fa male al Paese. Per questo rispetto a prima delle elezioni sono più ottimista per il futuro della Turchia".