Ankara (TMNews) - Centinaia di poliziotti licenziati in poche ore in Turchia, come rappresaglia da parte del premier Recep Tayyip Erdogan che urla al complotto.Erdogan, dunque, vede di nuovo messa in discussione la sua autorità a soli pochi mesi dalle rivolte della Primavera 2013 seguite alla decisione di trasformare un parco di Istanbul in un centro commerciale. Stavolta, il suo governo ha licenziato in tronco 350 tra agenti e alti funzionari della polizia di Ankara accusati di aver ordito una cospirazione contro il premier e il suo esecutivo.Gli osservatori internazionali ritengono che alla base della vicenda ci sia il conflitto sempre più aspro tra Erdogan e il potente leader musulmano Fetullah Gulen.Gli agenti "silurati" erano tutti coinvolti nell'inchiesta sulla corruzione che a dicembre ha portato in carcere uomini d'affari, politici e banchieri vicini a Erdogan, tra cui anche i figli di tre ministri.Negli ultimi giorni del 2013 un'altra raffica di licenziamenti eccellenti aveva coinvolto anche il numero 1 della polizia di Istanbul, Huseyin Capkin, a capo delle indagini della cosiddetta "Operazione grande tangente" che ha messo in difficoltà il governo e che minaccia una nuova fase di instabilità politica in Turchia.I funzionari di polizia sono stati licenziati in base a un decreto governativo che dispone tra l'altro l'immediato rimpiazzo di 250 agenti. Il premier, inoltre, ha attaccato il Consiglio superiore della Magistratura turco per le sue critiche alle ingerenze del governo nelle indagini.(Immagini Afp)