Ankara (askanews) - L'onda lunga provocata dall'Isis, tollerata se non addirittura coltivata per questioni d'interesse strategico regionale, scuote ora anche la Turchia. Il presidente turco Recep Erdogan ha promesso di non abbandonare il Paese ai terroristi, dopo una serie di attacchi e attentati devastanti inferti alle forze armate dai ribelli del Partito dei lavoratori del Kurdistan e costate la vita a trenta tra agenti di polizia e militari nel Sud-est del paese."Il nostro paese non è un'entità che è possibile affrontare impunemente, ha dichiarato Erdogan in un discorso pronunciato nel Palazzo presidenziale. Noi non abbandoniamo e non abbandoneremo mai questa nazione a un pugno di terroristi".Nelle ultime ore la spirale di violenza in Turchia ha registrato un'impennata drammatica dopo il nuovo attacco dei guerriglieri del Pkk in cui sono rimasti uccisi 12 poliziotti mentre continuano i raid aerei dell'aviazione turca contro le basi dei ribelli in Iraq.Un ordigno è esploso al passaggio di un minibus della polizia nella provincia orientale di Igdir. I 12 agenti morti e i tre feriti si trovavano di pattuglia nei pressi del confine tra Turchia, Azerbaigian, Armenia e Iran. Dal canto suo, l'aviazione turca ha messo a segno una massiccia operazione contro il Pkk nel Nord dell'Iraq dove più di 50 caccia hanno bombardato le postazioni dei ribelli oltre la frontiera turca, un'operazione decisa come rappresaglia dopo un precedente attacco costato la vita a 16 soldati turchi. L'incursione di bombardamento, secondo le fonti di Ankara, avrebbe causato la morte di una quarantina di terroristi.(Immagini Afp)