Istanbul, (TMNews) - La situazione in Turchia "si sta calmando. Al mio ritorno i problemi saranno risolti". Parola del premier Tayyip Erdogan, che ostenta tranquillità in conferenza stampa a Rabat durante la visita in Marocco, tappa del viaggio nel Maghreb, nonostante la protesta infiammi le città turche. Parole smentite dalle continue manifestazioni contro il governo, che rischiano di indebolire proprio la sua premiership, sinora forte dei successi elettorali.Il bilancio di tre giorni di scontri tra polizia e manifestanti, proseguiti anche di notte e dopo il discorso del premier, è di tre ragazzi morti: due sono stati colpiti in scontri a fuoco nel sud del Paese e ad Ankara, il terzo investito da un taxi che si è lanciato sulla folla a Istanbul. La polizia risponde ai manifestanti con il lancio di lacrimogeni e spray urticanti e l'uso degli idranti ad altezza d'uomo. Una delle principali confederazioni sindacali del Paese ha indetto due giorni di sciopero per protestare contro la repressione delle proteste di piazza, bollata come "terrore di Stato". Violenze contro le quali si è espresso il segretario di Stato John Kerry: "Siamo preoccupati dall'uso eccessivo della forza da parte della polizia, e speriamo si indaghi su questi incidenti e si faccia chiarezza" ha detto a Washington, precisando che gli Stati Uniti non vogliono interferire nelle vicende di altri Paesi o nelle scelte di altri governi, ma si schierano in difesa di principi e valori universali.(immagini Afp)