Atmeh (askanews) - Una cucina ambulante per seguire l'incessante flusso degli sfollati siriani. Nel campo profughi di Atmeh, alla frontiera con la Turchia a nord di Aleppo, una organizzazione umanitaria ha allestito una cucina in un ex autobus. I fornelli sono sempre accesi e fuori non manca mai la fila. "Nessuno ci dà stivali o impermeabili, siamo sotto la pioggia e nel fango. Non ci sono stufe. Non c'è nulla, il campo è nuovo", spiega Oum Moussa, rifugiata originaria di Hama.Ben venga quindi questa cucina ambulante dove servono pasti caldi: "Grazie a Dio che c'è - aggiunge Moussa - ci danno da mangiare anche se non hanno nemmeno i piatti, non c'è niente". La cucina-bus serve circa duemila persone al giorno. Si tratta per la maggior parte di gente appena fuggita di casa, sfollata senza portar via nemmeno un po' d'acqua."La cucina è stata creata a causa dei numerosi casi di spostamenti improvvisi della popolazione in Siria, a causa dei bombardamenti su certi villaggi", spiega Zakaria Anis, direttore della cucina. Certo non basterà questa cucina ambulante per sfamare gli sfollati nel campo di Atmeh. Dal 2012 ospita decine di migliaia di persone che vivono accampate qui, in condizioni di assoluta precarietà. Il campo doveva essere un punto di passaggio verso la Turchia, ma è diventato, invece, un caotico centro d'accoglienza.