Ankara (askanews) - A 48 ore dalla strage di Ankara, la Turchia piange i suoi morti e si cercano i responsabili dell'attentato più grave della storia della Turchia moderna.Secondo l'ultimo bilancio l'attacco ha provocato la morte di 128 persone e il ferimento di almeno 508 pacifisti che partecipavano alla manifestazione, non è stato ancora rivendicato. Per gli inquirenti due kamikaze si sono fatti espodere durante la marcia per la pace. La polizia turca sospetta anche che uno dei due kamikaze fosse il fratello più grande dell'attentatore suicida di Suruc, al confine con la Siria, dove il 20 luglio scorso 34 persone morirono in un altro attacco terrorista. L'altro attentatore potrebbe essere una donna.Gli inquirenti anche se non apertamente puntano il dito contro l'Isis e le indagini si stanno proprio focalizzando sul gruppo estremistico.Domenica migliaia di persone sono scese in piazza a Istanbul e a Ankara per denunciare gli attacchi, i manifestanti hanno attribuito la responsabilità degli attentati al governo islamico conservatore del presidente Recep Tayyip Erdogan, considerato il vero responsabile della strage. A tre settimane dalle elezioni il paese è sotto shock e la rabbia dei parenti delle vittime si fonde con il dolore di un paese feriro.(immagini AFP