Roma, (askanews) - All'ingresso ci sono ancora le 10 bandiere, tante quanto le nazionalità delle vittime. E la targa, con i 22 nomi. Ma 80 giorni dopo, il museo del Bardo di Tunisi, da teatro della strage è diventato simbolo della voglia di riscatto del Paese.L'occasione è stata la presentazione, da parte della compagnia telefonica Orange, di un'applicazione mobile per la promozione del turismo culturale, a cui hanno partecipato - forse con sorpresa degli stessi organizzatori - numerosi esponenti di Governo, ambasciatori, tra cui quelli di Stati Uniti e Francia, e il gotha dell'imprenditoria e della cultura tunisina.Dopo quel 18 marzo il Bardo soffre ancora la mancanza di visitatori ma non poteva esserci sede più adatta in Tunisia per mostrare la ricchezza di un passato che qui abbraccia 3mila anni di storia.Un patrimonio straordinario che il mondo deve ancora imparare a conoscere, come ha detto la ministra del Turismo e dell'Artigianato, Selma Elloumi Rekik:"Abbiamo una grande ricchezza in Tunisia: un grande patrimonio storico. Nel futuro il turismo culturale dovrà avere un ruolo più importante per il Paese, perchè finora è stato sottovalutato: abbiamo 40 mila siti storici che non sono abbastanza valorizzati, la nostra politica mira a promuoverli e crediamo che con una serie di iniziative giuste, come quella di oggi, il mondo potrà conoscere meglio la nuova Tunisia e la sua ricchezza".