Roma, (askanews) - "Abbiamo affrontato due sfide una l'abbiamo vinta e nell'altra non abbiamo raggiunto il quorum. Quella che abbiamo vinto è che abbiamo smontato la strategia energetica nazionale che prevedeva nel nostro paese il raddoppio di produzione di gas e di idrocarburi, così come il Governo Monti aveva deciso". Il giorno dopo il referendum, Piero Lacorazza, presidente del Consiglio regionale della Basilicata, regione capofila nella battaglia referendaria contro le trivelle, ha commentato in una conferenza stampa alla Camera, il mancato raggiungimento del quorum."Certo - ha aggiunto il presidente del Consiglio regionale della Basilicata - avremmo voluto col quorum smontare le trivelle entro le 12 miglia, ma il fatto che non ce ne saranno più e che i procedimenti in corso sono chiusi, rappresenta comunque un'altra vittoria".Lacorazza ha poi spiegato che come comitato delle Regioni "abbiamo avviato un percorso per fare questo referendum e per smontare e cambiare la strategia energetica nazionale che era per noi invadente sui nostri territori".Certo, ha concluso Lacorazza, "rimane il tema anche in questa riforma della relazione tra Stato e territorio, che mi porta a dire che sulla competenza energetica mi sembra giusto che lo Stato eviti che ci siano venti strategie energetiche. Sul piano del governo del territorio, invece, o si trova un equilibrio o non basterà attestare competenze esclusive allo Stato per risolvere i problemi e sbloccare l'Italia".