Roma, (askanews) - "Si potevano risparmiare 350 milioni di euro, il Governo Renzi non ha avuto coraggio. Mostra tanta forza in tante iniziative ma non ha avuto il coraggio di mettere gli italiani nella condizione di scegliere da che parte stanno".In un'intervista ad askanews, Piero Lacorazza, presidente del Consiglio regionale della Basilicata e coordinatore dell'iniziativa referendaria contro le trivelle in mare tra le Regioni, ha criticato la scelta del Governo di indicare il 17 aprile prossimo come data per la consultazione invece di accorparla al turno delle amministrative che si terrà presumibilmente a giugno."Credo che sia stato un grande errore" ha aggiunto Lacorazza, spiegando però che "adesso ci metteremo giù a capofitto con la campagna referendaria".In questo quadro, ha aggiunto il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, "l'obiettivo è quello di raggiungere il quorum e di far vincere il "sì" per evitare che nel nostro paese le compagnie petrolifere in mare e in terraferma posssano avere mani libere".Secondo Lacorazza, "determinante sarà il contributo delle associazioni ambientaliste, del mondo della green economy, del mondo dell'economia legata al mare e alla pesca, del mondo della scuola e dell'università. Io credo - ha aggiunto - che la svolta in questo paese potranna farla le nuove generazioni e un contributo importante potrà arrivare dal mondo della scuola e dell'università. Anche a loro rivolgo un appello: mobilitiamoci perchè il futuro è nelle vostre e nelle nostre mani".Lacorazza ha poi chiesto "al presidente Fico e alla Commissione di Vigilanza sulla Rai e al presidente dell'Agcom Cardani, di convocare immediatamente gli organismi affinchè la campagna referendaria possa partire il 3 marzo. La legge 28 del 2000 - ha ricordato - prevede 45 giorni e ogni minuto di questi 45 giorni deve essere rispettato per permettere agli italiani di scegliere".Il presidente ha spiegato che "abbiamo già iniziato un lavoro nelle dieci Regioni che hanno approvato la richiesta di referendum e lavoreremo ora soprattutto nella Regioni che non hanno promosso il referendum perchè questo non è un tema che interessa solo la Basilicata, l'Abruzzo, il Veneto, il Molise, la Puglia e le altre Regioni che hanno promosso la consultazione.Questo referendum - ha puntualizzato Lacorazza - riguarda il paese perchè noi dobbiamo costruire una nuova politica energetica dell'Italia e la dobbiamo costruire nel rispetto delle generazioni che verranno. Dobbiamo ripartire da qui per ricostruire crescita, lavoro e sviluppo: ecco il referendum si carica di questo significato e cioè che un'Italia migliore è possibile".