Tripoli (TMNews) - La battaglia per la conquista dell'aeroporto internazionale di Tripoli ha lasciato i segni: hangar devastati, aerei distrutti, desolazione totale. E' questo quello che resta dopo i furiosi scontri tra gli islamisti di Alba libica e le truppe del generale Khalifa Haftar: un quadro desolante che sembra essere una metafora di un Paese, la Libia, sprofondato nel caos e nell'anarchia dopo il crollo violento del quarantennale regime di Gheddafi.Anche qui, nel vuoto di potere creatosi e nella sostanziale incapacità del governo di controllare realmente il territorio, si sono insinuati i movimenti estremisti islamici e il loro potere si sta estendendo a sempre più aree del Paese, con la conseguente minaccia anche per le coste europee, di cui la Libia è una sorta di sponda meridionale e dalla quale, dettaglio non trascurabile, parte la maggior parte delle imbarcazioni del racket dei migranti.E le immagini dell'aeroporto che fino a poco tempo fa accoglieva i leader del mondo sono un triste corollario di una parabola di fallimento di Stati già vista troppe volte.