Washington, (TMNews) - Primo passo negli Stati Uniti verso la tassazione dell'e-commerce. Il Senato americano ha approvato con 69 voti a favore e 27 contrari un disegno di legge sulle transazioni via Internet che dovrà però passare al vaglio del Congresso dove già i repubblicani annunciano battaglia. Secondo alcuni studi di settore dal commercio on line ogni anno negli Stati Uniti non viene riscosso un potenziale gettito di circa 23 miliardi. Al momento, gli Stati Uniti possono chiedere ai negozianti online di applicare la tassa sulla vendita di prodotti e servizi pagata dal consumatore al momento dell'acquisto solo se posseggono anche un punto vendita. Questo significa che giganti come Wal-Mart, presenti in tutti gli Stati Uniti, dovranno farla pagare su ogni vendita online, mentre eBay e Amazon dovranno farlo solo negli Stati dove hanno uffici o centri di distribuzione. I rivenditori on line dovrebbero procedere alla raccolta della Vat (l'Iva americana) in base a dove i clienti si trovano, un'operazione complessa e quindi lunga e costosa, se si tiene conto che la tassazione al dettaglio varia negli Usa da Stato a Stato. Con il "Marketplace Fairness Act", questo il nome della proposta di legge, per i rivenditori on line verrebbe meno quel vantaggio di presentarsi come una sorta di "paradiso fiscale" per gli acquisti, uno status che ne ha determinato anche il successo tra i clienti. La legge sarebbe invece una vittoria per i commercianti tradizionali che da anni si sentono penalizzati dai concorrenti on line.