Kobane (askanews) - Kobane, città curda-siriana simbolo della resistenza aall'Isis torna al centro dell'attenzione mondiale. Questa volta il motivo è una tragedia personale, che alcuni sconvolgenti scatti hanno trasformato nell'emblema del dramma dei migranti in fuga verso l'Europa, delle devastanti conseguenze della guerra e del terrorismo jihadista.Qui, proprio nella sua città natale, Kobane, si sono tenuti i funerali del bimbo curdo annegato il primo settembre. Il padre del piccolo, Abdullah Shnu al Kurdi è giunto da Bodrum in Turchia con i cadaveri dei tre familiari morti: la moglieRihan, il figlio Galib e lui, il piccolo Aylan. In realtà, ha fatto notare una radio locale, che ha intervistato l'uomo, il bambino si chiamava "Alan", che in lingua curda significa "Portabandiera".