Roma, (askanews) - Una pericolosa rete criminale che gestiva ingenti flussi di denaro grazie al traffico di migranti. La polizia di Palermo ha eseguito in diverse città d'Italia 38 fermi, con le accuse a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, all'esercizio abusivo dell'attività di intermediazione finanziaria, e associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, tutti aggravati dal carattere transnazionale del sodalizio criminoso.

Nelle indagini svolte dalle Squadre Mobili di Palermo e Agrigento e dallo Sco, è stata ricostruita la struttura organizzativa e individuata la centrale delle operazioni finanziarie in una profumeria di Roma, non lontana dalla Stazione Termini, dove a giugno sono stati sequestrati 526mila euro e 25mila dollari in contanti, oltre ad un libro mastro con nominativi di stranieri e utenze di riferimento. Secondo gli inquirenti, del gruppo avrebbero fatto parte 25 eritrei, 12 etiopi e un italiano, avrebbero fatto arrivare i migranti in Italia via mare o con falsi ricongiungimenti familiari e gestito una fiorente attività di traffico internazionale di droga.

Una delle più pericolose reti transnazionali dedite al traffico di migranti, operante in Nordafrica e in Italia con cellule attive ad Agrigento, Palermo e Roma, e in diversi paesi europei.

Fondamentali a sgominare il gruppo sarebbero state le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia eritreo arrestato nel 2014, che, per la prima volta in Italia, avrebbe fornito una completa ricostruzione delle attività criminali.