Rho (askanews) - Vengono dalla Nigeria, dal Gambia, dalla Liberia e da tanti altri Paesi dell'Africa subshariana. Sono i primi cento migranti che la Prefettura di Milano ha sistemato provvissoriamente nell'ex campo base di Expo 2015, cioè il villaggio prefabbricato, a 800 metri dal sito espositivo, cheha ospitato operai e agenti delle forze dell'ordine nel semestre dell'esposizione universale."Qui è fantastico, va tutto bene" racconta questo diciottenne sbarcato da solo dalla Libia. "Vorrei stare in Italia, ho bisogno di protezione. Prima di sbarcare in Sicilia è stato orribile, tre mesi nei quali ho sofferto tantissimo. Ci facevano dormire all'aperto, al freddo, ci mandavano a lavorare, ma in cambio non ci pagavano. Però era l'unico modo per avere qualcosa da mangiare".Quasi tutti vorrebbero restare in Italia e sostengono di essere scappati dalla guerra o da un Paese nei quali erano perseguitati. Ma gli assessori della Regione Lombardia Francesca Brianza e Simona Bordonali la pensano molto diversamente. "Sono tipologie del richiedente asilo, tutti giovani, maschi, dai 20 ai 25 anni, delle più svariate generalità e ci viene detto che non arrivano da territori in guerra". "Regione Lombardia ormai è la prima regione per accoglienza a livello nazionale, non è più in grado di accogliere addirittura nelle palazzine del post Expo che sono destinate ad altre utilità io ritengo che siamo arrivati a una situazione di non ritorno".Di posti qui ce ne sono 576 e se nei prossimi mesi gli sbarchi sulle coste italiane dovessero aumentare, come prevede il Viminale, il campo base potrebbe essere una delle possibili valvole di sfogo.